lunedì 13 aprile 2026

Il cappello del prete: recensione del primo “giallo” pubblicato in Italia

Copertina di Il cappello del prete di Emilio De Marchi


Pubblicato nel 1888, Il cappello del prete è considerato il primo vero romanzo “giallo” italiano, scritto da Emilio De Marchi e originariamente apparso a puntate sul quotidiano L’Italia. L’opera rappresenta un momento importante nella storia della narrativa italiana, perché introduce elementi tipici del genere investigativo quando ancora il “giallo” non era codificato come oggi.

Trama (senza spoiler)

La vicenda ruota attorno al barone Carlo di Santafusca, un nobile napoletano decaduto e pieno di debiti, disposto a tutto pur di recuperare la propria ricchezza. Quando entra in contatto con un prete ambiguo e misterioso, Don Cirillo, la situazione prende una piega oscura. Un gesto criminale scatena una spirale di paura e senso di colpa, mentre un oggetto simbolico – il cappello del prete – diventa il segno costante della colpa che perseguita il protagonista.

Il romanzo si distingue per l’attenzione alla psicologia del colpevole più che all’indagine investigativa. De Marchi costruisce una tensione crescente mostrando come il crimine non porti liberazione ma angoscia e paranoia. Il cappello diventa simbolo della coscienza che non può essere messa a tacere.

domenica 12 aprile 2026

Corpi freddi di Kathy Reichs: quando il dettaglio appesantisce la tensione



Ammetto di avere scoperto Kathy Reich anni fa dopo essermi innamorata delle serie televisiva Bones che racconta le indagine dell'antropologa forense Temperance Brennan.

Beh, per chi non lo sapesse, gli unici elementi in comune fra la serie TV e il personaggio realmente ideato dalla Reich sono il nome e il mestiere, ma per chi ama i gialli questo non è un limite e nemmeno un difetto, semplicemente un nuovo personaggio a cui affezionarsi e di cui seguire le imprese.

Devo però ammettere di essere rimasta delusa dalla lettura di Corpi freddi. La lettura si è rivelata meno coinvolgente del previsto. Non vedevo l'ora di terminarlo e non per scoprire l'assassino, ma per il bisogno di passare a un altro libro.

sabato 11 aprile 2026

Recensione Oggetti di Reato di Patricia Cornwell - Key Scarpetta vol. 2

Oggetti di reato copertina romanzo


Se vi siete appassionati a "Scarpetta" e se ancora non lo avete fatto, è probabile che vi sia venuta voglia di avventurarvi nella lettura dei romanzi di Patricia Cornwell che hanno ispirato la serie TV e che hanno come protagonista Key Scarpetta, forse il medico legale più iconico e famoso della letteratura moderna.

"Ispirato" è tutto ciò che si può dire, poiché fra la serie TV e i libri le differenze abbondano e sono anche parecchio evidenti e sostanziali, del resto, portare la penna di Patricia Cornwell in TV non è semplice e chi come me ama i suoi libri è bene che guardi gli episodi senza pretenderne la fedeltà.

Detto ciò, posso dire che la serie TV non mi è dispiaciuta - nonostante tutto - eccetto gli ultimi secondi, che immagino siano stati ideati per lasciare gli spettatori con il fiato sospeso in attesa della nuova serie, ma dato che la nuova serie deve ancora essere prodotta, la cosa mi ha fatto storcere il naso parecchio.

La visione di "Scarpetta", però, mi ha fatto venire voglia di rituffarmi nelle vecchie storie di Key Scarpetta e così ho ripreso in mano "Oggetti di reato", il secondo volume della serie.

lunedì 23 febbraio 2026

Journal di Matilde Manzoni: la dolcezza di una figlia, l’assenza di un padre

 

Copertina Journal di Matilde Manzoni

Journal di Matilde Manzoni è un libro di una delicatezza quasi disarmante. Non urla, non accusa, non recrimina. E proprio per questo fa male.

È il diario di una figlia malata che continua a sperare, ad attendere, a idolatrare un padre che non arriva mai davvero.

Pagina dopo pagina, ciò che colpisce non è tanto ciò che viene raccontato, quanto ciò che manca.

giovedì 12 febbraio 2026

Cime tempestose di Emily Brontë: recensione e citazioni di una storia d'amore che non è una storia d'amore

Copertina Cime tempestose di Emily Brontë versione illustrata



Alle prime posizioni della classifica dei miei libri preferiti c'è Cime tempestose di Emily Brontë.

Un romanzo d'amore e di morte. Violento, crudele, dove i personaggi sono cattivi, egoisti, contraddittori. Vittime e carnefici al contempo.

Cime tempestose non consola, non educa. Non redime. È una storia aspra, violenta, ossessiva, proprio come la brughiera che la attraversa. Ed è forse per questo che, a distanza di quasi due secoli, continua a disturbare, a dividere, a inquietare.

È un romanzo di denuncia che pone l'attenzione sull'amore malato, su quanto possa diventare distruttivo quando sfocia nell'ossessione, e su quanto le consuetudini sociali possano essere deleterie e catastrofiche. Eppure, al suo interno, vive una poesia potentissima: una raffinatezza di immagini, una magia di parole che lo rendono unico e intramontabile.

mercoledì 4 febbraio 2026

Recensione Paula di Isabel Allende: un libro non per cuori deboli

Copertina PauIa Isabel Allende

Paula di Isabel Allende è il libro che mi ha fatto versare più lacrime di tutti. Ti strappa il cuore, te lo tritura e te lo lascia lì agonizzante e sanguinante.

Non una commozione composta, non qualche lacrima trattenuta: un pianto vero, incontrollabile, che nasce dalla consapevolezza di trovarsi davanti a un dolore autentico, raccontato senza difese.

Non è un romanzo nel senso tradizionale del termine. È una lettera, una confessione, un atto d’amore disperato e lucidissimo insieme.

lunedì 26 gennaio 2026

Dal romanzo ottocentesco a Virginia Woolf, fino alla narrativa contemporanea: quando la letteratura ha smesso di prendersi il suo tempo

 

Confronto tra romanzo ottocentesco e lettura digitale moderna

C’è un equivoco sempre più diffuso quando si parla di letteratura: l’idea che i romanzi “difficili”, lenti o stilisticamente complessi appartengano al passato perché inadatti al lettore moderno.
Ma forse il problema non è nei libri. Forse il problema è la fretta continua con cui viviamo le giornate, la cronica mancanza di tempo, la velocità che spinge a correre sempre e comunque per andare poi non si sa dove. I libri contemporanei rispecchiano questa tendenza a discapito di testi più “difficili” che necessitano di più tempo e concentrazione per essere compresi.

Mettere a confronto il romanzo ottocentesco, il modernismo di Virginia Woolf e la narrativa contemporanea non significa dire che “prima era meglio”, ma osservare come è cambiato il nostro modo di leggere e cosa abbiamo perso lungo la strada.

venerdì 23 gennaio 2026

Gita al faro di Virginia Woolf. Il romanzo che sfida la narrativa contemporanea

 

Copertina Gita al faro di Virginia Woolf


Gita al faro di Virginia Woolf è uno di quei libri che mettono in crisi il concetto stesso di romanzo. Non perché racconti una storia complessa o ricca di colpi di scena, ma perché dimostra, con una naturalezza disarmante, che la letteratura può esistere anche senza “trama”, o almeno senza una trama nel senso in cui oggi siamo abituati a intenderla.

giovedì 22 gennaio 2026

Recensione Niente e così sia di Oriana Fallaci

 

Copertina del libro Niente e così sia di Oriana Fallaci


Niente e così sia di Oriana Fallaci è un libro doloroso, lucidissimo e drammaticamente attuale. Un reportage di guerra che, a distanza di decenni, continua a parlare con una forza impressionante al presente che stiamo vivendo, fatto di conflitti sempre più vicini, di escalation continue e di una violenza che sembra non conoscere fine.

È uno di quei libri che non invecchiano, perché purtroppo non invecchia ciò che raccontano.


Tu che non sai come la vita sia molto di più del tempo che passa fra il momento in cui si nasce e il momento in cui si muore, su questo pianeta dove gli uomini fanno miracoli per salvare un moribondo e le creature sane le ammazzano a cento, mille, un milione per volta.

 

Pubblicato nel 1969, Niente e così sia nasce dall’esperienza diretta di Oriana Fallaci come inviata di guerra durante il conflitto in Vietnam. Ma non è un semplice resoconto giornalistico: è una riflessione profonda, amara e spesso disperata sulla guerra, sull’uomo e sulla violenza.

Fallaci racconta ciò che vede, ciò che sente e ciò che pensa, senza filtri né indulgenze, così com'è nel suo stile inconfondibile: viscerale, crudo e poetico al contempo. Spiazzante.

Non cerca eroi, non offre soluzioni, non consola il lettore. Mai.

 

Credere negli esseri umani, battersi per loro, perché? Vantarsi d'essere nato fra loro anziché fra gli alberi o i pesci o le iene, perché? E non dirmi che il giudizio di un giornalista è distorto da avvenimenti eccezionali, non si basa mai sulla normalità quotidiana. Il destino del mondo dipende infatti dalla normalità quotidiana o dagli avvenimenti eccezionali di cui si occupa un giornalista? La storia la fanno i buoni che passano inosservati o i cattivi che si distinguono pei loro crimini legalizzati dalle bandiere? La fanno i bulldozer che costruiscon le strade o i carri armati che le distruggono? Io sostengo che la fanno i carri armati perché non ho mai saputo di un buono che cambiò la faccia della terra. La cambiò forse Cristo? La cambiò forse Budda? Sostieni di sì? Allora spiegami il Vietnam, il Biafra, il Medio Oriente, la Cecoslovacchia, Shiran Shiran, i contestatori borghesi. Spiegami, convincimi, e mi vanterò d'esser nata fra gli uomini anziché fra gli alberi o i pesci o le iene.


Leggere oggi Niente e così sia è un’esperienza sconvolgente.
Con guerre che ci circondano e che rischiano di coinvolgerci sempre di più, questo libro sembra scritto per il nostro tempo.

Si dice spesso che studiare la storia serva a non ripetere gli stessi errori. Eppure l’uomo continua a ripeterli in un loop infinito fatto di sopraffazione, prevaricazione e distruzione.
La guerra non si placa: si espande, come un virus. Noi siamo il virus.

Fallaci non cerca giustificazioni rassicuranti. La sua conclusione – implicita ma costante – è terribile nella sua semplicità: l’uomo è violento per natura.


... e nessuno mi ha ancora spiegato perché uccidere per rapina è peccato, mentre uccidere perché hai un'uniforme è glorioso.


Lo stile di Oriana Fallaci è unico e inconfondibile e Niente e così sia rispecchia la spietata penna di Oriana. Il suo cuore, la sua passione nel mettere sua carta tutti gli orrori che ha visto e vissuto senza tacerne nemmeno uno. Buttandosi nella mischia, infilandosi in trincea per mostrare al mondo l'orrore di una guerra che le rappresenta tutte.

Niente e così sia è diretto, spietato. Emotivamente destabilizzante.

Fallaci alterna cronaca, dialoghi, riflessione personale e invettiva morale. Scrive con rabbia, dolore e lucidità, senza mai addolcire la realtà. È una scrittura che ferisce, ma proprio per questo è necessaria.

 

Se capisci chi parla perché non riesce a sopportare il dolore del corpo, devi capire anche chi parla perché non riesce a sopportare il dolore dell'anima.


Niente e così sia non è un libro che consola e nemmeno offre speranza.

Non è un testo pacificatore, né un manifesto ideologico. È un libro che mette a disagio, perché costringe il lettore a guardare in faccia una verità scomoda: la guerra non è un incidente della storia, ma una sua costante.

È un libro essenziale e doloroso, che andrebbe letto oggi più che mai. Una testimonianza che non cerca di spiegare la guerra, ma di mostrarla per ciò che è.

 

Ma ecco cosa ho imparato in questa guerra, in questo paese, in questa città: ad amare il miracolo di essere nata.


Voto finale: 5/5


Leggi di più:

mercoledì 21 gennaio 2026

Recensione Sulla pelle viva di Tina Merlin, uno dei libri da leggere almeno una volta nella vita

Recensione di Sulla pelle viva di Tina Merlin, sulla strage del Vajont


Fra tutti i libri che ho letto finora, questo è forse quello che più mi ha sconvolto. Qualche giorno fa, in un post su Facebook, si chiedeva di consigliare un libro e io, di getto, ho risposto: “Sulla pelle viva” di Tina Merlin. L’ho fatto perché credo sia un testo purtroppo ignorato, nonostante sia uno di quei libri che tutti dovrebbero leggere almeno una volta nella vita.

domenica 18 gennaio 2026

Recensione I tre evangelisti di Fred Vargas

Copertine della trilogia I tre evangelisti di Fred Vargas


I tre evangelisti di Fred Vargas una trilogia che raccoglie tre storie investigative accomunate dagli stessi protagonisti e dallo stile inconfondibile dell’autrice. Una serie amatissima dai lettori, perfetta per chi cerca un giallo ironico, intelligente e fuori dagli schemi.

Questa trilogia rappresenta uno degli esempi migliori del modo in cui Fred Vargas riesce a reinventare il genere, puntando tutto su atmosfera e personaggi, più che sulla struttura classica dell’indagine.

giovedì 15 gennaio 2026

Recensione Angeli e Demoni di Dan Brown – Trama, opinioni e perché leggerlo

Copertina del libro Angeli e Demoni di Dan Brown


Angeli e Demoni di Dan Brown è uno dei thriller più famosi e letti degli ultimi decenni, nonché il romanzo che introduce il personaggio di Robert Langdon, protagonista anche de Il Codice da Vinci. In questa recensione analizziamo trama, punti di forza, difetti e opinione finale, per capire se vale davvero la pena leggerlo.

sabato 27 dicembre 2025

La potenza della metafora nella terapia della scrittura: tecniche e significato

 

Ci sono esperienze interiori che resistono alle spiegazioni dirette.
Dolori, paure, conflitti, stati d’animo complessi che, quando proviamo a raccontarli in modo lineare, sembrano perdere forza o restare muti. È qui che entra in gioco la metafora.

Pensare per metafore significa creare un ponte tra mondi diversi:
tra la logica e le emozioni inconsce, tra l’astratto e il concreto, tra ciò che sentiamo e ciò che riusciamo a dire.

Nel percorso di Terapia della scrittura, la metafora non è un ornamento stilistico, ma uno strumento potente di conoscenza e trasformazione.

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