Sono storie queste decisamente strane, forse improbabili, ma non
impossibili. Alcune di queste nascono in uno scenario ai limiti delle attuali
conoscenze scientifiche, altre dai meandri insondabili della mente umana.
Quando la ricerca scientifica ci trasporta oltre i confini dell’esistenza del
creato, laddove non ha più senso la realtà materiale, ecco apparire il
trascendente e i demoni che vi abitano, oppure, quando ci si innamora di una
donna i cui sentimenti in parte emergono da una mente artificiale ci troviamo
di fronte a domande sul più intimo dei sentimenti, l’amore. Anche la follia può
riservarci scenari improbabili, assurdi e incomprensibili, trasportandoci in un
lontano passato di scene tribali. Tutto questo ci porta a riflettere sulla
nostra tranquilla quotidianità, realtà che potrebbe essere stravolta, come oggi
accade in molte parti del nostro mondo.
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mercoledì 3 giugno 2020
Consigli letterari: "Strani racconti" di Fulvio Gagliardi
AUTORE: Fulvio Gagliardi
EDITORE: Elison Publishing
FORMATO: Ebook
USCITA: 2020
giovedì 8 marzo 2018
MILLE VOCI CONTRO LA VIOLENZA Antologia a cura di Emma Fenu (solo eBook)
"Mille voci contro la violenza" è un'antologia, a cura di Emma Fenu, edita da Le Strade per Babilonia, che raccoglie mille voci che vogliono dire basta alla violenza contro le donne.
Mille voci. Più una. Più due. Più altre mille e mille ancora. Un coro che si innalza, vittorioso, sopra il sangue sparso. Sangue di vittime e di carnefici, sangue reale e metaforico. Sangue nero che sgorga dagli abissi oscuri della violenza, da mondi senza luce, da anime senza sollievo, da mostri senza giustificazione. È di violenza di genere, che si tratta in queste pagine figlie di penne femminili e maschili che, a volte, pur non conoscendosi, ricorrono a contesti o metafore simili e, altre volte, mettono in luce prospettive diverse, ma tutte racchiudibili nell’incubo dell’abuso.
giovedì 25 maggio 2017
Consigli letterari: "A Casa per Natale" di Claudia Muscolino (Racconti)
"A Casa per Natale" di Claudia Muscolino è una raccolta composta da dodici racconti uniti dal filo conduttore del Natale e dei mesi. Nulla di rassicurante o scontato in questa narrazione, dove l’autrice scolpisce con insolite sfaccettature argomenti quali sesso, amore, morte e relazioni interpersonali. Il lettore viene accompagnato in un mondo talvolta crudo e impietoso, talvolta fiabesco dove tutto quel appare agli occhi di chi legge è solo la punta di un iceberg emotivo.
Il libro è tra i vincitori – per le opere inedite di narrativa – del premio letterario “Città di Murex 2016”.
Prefazione di Mirko Tondi
A casa per Natale
Per una qualche convenzione ormai radicata, il Natale, si sa, è per eccellenza il periodo dell'anno in
cui spuntano isole di felicità anche dove di solito le acque sono piuttosto mosse, se non addirittura
impossibili da navigare. Ecco che una rinnovata e migliore condotta, la redenzione, la bontà umana,
il pentimento conquistano le persone, spesso anche i personaggi delle storie. Per questo risulterà fin
troppo facile scrivere storie sul Natale in cui tutto fila liscio. Qui non è così.
Quelli che vi apprestate a leggere sono racconti nei quali incontrerete scene diverse, insolite,
persino alternative, in una piacevole rielaborazione del tema in chiave personale. Dodici storie che
parlano di sesso, morte, rapporti umani, tradimenti, ossessioni. In una funzionale alternanza di
ambientazioni, Claudia Muscolino avvia una giostra di personaggi che continua a girare anche una
volta chiuso il libro: donne, sorelle, coppie, chi insegue e chi viene inseguito. Le scene impattano
con la vista e con l'immaginazione, come una vecchia 127 nella neve nel mezzo degli anni 80. Con
una netta predominanza del dialogo, l'autrice trova la sua cifra stilistica e spazia nella forma,
costruendo frammenti di vita.
Nella seconda parte la narrazione cede il passo ai Racconti per tutto l'anno, ma ancora sono i
personaggi a imporre la loro forza: la vittima di una paralisi improvvisa, un'adolescente dal nome
improbabile, donne che fanno sogni premonitori. Attraverso finali sempre efficaci, l'autrice ci guida
in un percorso che, seppur breve, fissa delle immagini che rimangono per precisione e densità, e
soprattutto capaci di fare ciò che ci si aspetta da un buon libro: emozionare.
Nota
di Fabrizio De Sanctis
Quando
ti trovi a far parte della giuria di un premio letterario e cominci a spulciare
i manoscritti in concorso, lo stato d’animo è un misto di curiosità e
diffidenza. La curiosità è giustificata, la diffidenza no; se ci sei già
passato stando dall’altra parte, quella del concorrente,
hai provato a immaginare cosa hanno pensato i “giurati” leggendo la tua “opera”
e ti sei augurato, prima di tutto, che non fossero diffidenti, appunto. Però…
Una
raccolta di racconti ha per me un fascino particolare perché, lo confesso, mi
trovo in enorme difficoltà a concentrare una vicenda in poche pagine. Provo una
sottile e perversa invidia per chi ne è capace; io non lo sono e questo, nel
“giudicare” (brutta parola, che descrive brutalmente un compito ingrato), mi
rende severo. La severità dell’invidioso.
Così,
aprendo il manoscritto di questa raccolta – esile, quasi timida a dispetto del
titolo – per prima cosa sono andato all’indice. Dodici racconti, tutti molto
brevi. Troppo, mi sono detto lasciandomi trasportare dall’invidia. Questa… come
si chiama?... ah, sì, Claudia… questa Claudia, insomma, sarà stata capace? Aggettivo anche questo bruttino,
che, nel mio caso, voleva dire “in grado di condensare, colpire, scuotere,
tutto in poche pagine”?
Insomma,
curiosità e diffidenza. Anche perché, ulteriore confessione, il titolo “A casa
per Natale”, richiamava atmosfere patinate, dolciastre, distanti anni-luce
dalle mie letture (e scritture), sempre a tinte molto forti.
Risposta
secca alla domanda: sì.
Risposta
articolata (il lettore che avrà la bontà di non saltare a piè pari questa
prefazione la merita, ma ancor più la merita Claudia): qui dentro c’è tutto
quel che serve per colpire e scuotere, per arrivare al cuore e allo stomaco.
Linguaggio diretto, secco, senza fronzoli. Lampi di vita, e di morte,
consegnati alla lettura senza finti pudori, anche quando la narrazione potrebbe
portare a divagazioni ai limiti del sentimentalismo. In questo Claudia è
abilissima: ti stuzzica, ti fa quasi dire “Ecco, ci siamo, ora scivola” e poi,
maligna, vibra il colpo. Occhieggia anche all’horror, in certe pagine; lo fa
con rispetto per il genere, atteggiamento apprezzabilissimo per chi, come me,
lo adora.
E,
a dispetto del titolo, tanto, tanto noir. Perché “Natale” (parlo dei primi sei
racconti della raccolta) può avere un “dietro le quinte” cupo, inquietante,
misterioso, come è, appunto, ciò che avviene dietro le luci del palcoscenico,
ignoto allo spettatore.
Così,
partito con lo stato d’animo del diffidente, mi sono ritrovato a rileggere
questi racconti. La prima lettura, si sa, è schiava dell’ansia di scoprire cosa
succede. Dopo si va alla ricerca dello stile, dei particolari, dei piccoli
difetti, che sicuramente ci sono ma costituiscono il sale, il gusto, di ogni piccolo
cammeo di questa raccolta.
Il
fatto che anche gli altri membri della giuria siano stati d’accordo con me è
stata una piacevole conferma. Trovarsi fra le mani il volumetto fresco di
stampa, una gioia. Ma, ultima confessione, mi sono tenuto il manoscritto, che
conserva il sapore della scoperta.
Racconti
brevi, prefazione breve. A pensarci bene, però, potevo condensarla in quattro
parole:
come
ti invidio, Claudia!
L'autrice:
Claudia Muscolino - nata a Firenze, studi classici e laurea in Scienze Politiche - ha sempre coltivato
una grande passione per la scrittura. Funzionario della pubblica amministrazione non per scelta ma
per necessità, ha esordito come poetessa con “Il Drago e le Nuvole” e altri suoi componimenti sono
presenti nell’antologia “Poesia Impura”.
Il suo primo racconto è stato pubblicato nella raccolta “Tagli” curata da Marco Vichi. Di recente
uscita la sua prima opera di narrativa “A casa per Natale e racconti per tutto l’anno” che è anche tra
i vincitori per le opere inedite al Concorso Città di Murex 2016.
Presto verrà pubblicata una nuova silloge.
Pubblicazioni:
2) Poesia Impura AA.VV. ( ed. Divinafollia, 2013 )
3) Tagli AA.VV a cura di Marco Vichi ( ed. Felici, 2014 )
mercoledì 24 maggio 2017
Consigli letterari: "Il Basilisco o della speranza" di Stefano Cortese
"Il Basilisco o della speranza" di Stefano Cortese è un titolo della collana per il sociale "La strada per Babilonia" che raccoglie opere che, oltre al loro valore letterario, contribuiscono anche ad aiutare associazioni umanitarie o per la ricerca medica o scientifica, sensibilizzando il lettore sulle tematiche trattate e raccogliendo fondi che verranno devoluti a tali associazioni.
"Il Basilisco o della speranza" di Stefano Cortese è una raccolta di racconti e novelle, che racchiudono un arco temporale che va dal Medioevo francese ai primi anni del Novecento italiano, affiora una concezione del mondo e dell’uomo che, pagina dopo pagina, si scopre essere metastorica più che meramente storiografica. Se l’Italia rurale del post brigantaggio narrata ne La Sila diventa occasione di realismo magico, e se il tempo cronologico del racconto finisce per sfumare nel tempo mitico, non sorprende allora che gli altopiani montuosi che fanno da scenario alla vicenda siano quelli della cosiddetta Sila Greca, rappresentata non a caso come un portale mistico di unione e incontro con dèi e demoni. A fare da contraltare alla religiosità di pastori e carbonai calabri è invece il breve Il cetorino, in cui, in una pregnante e pragmatica dimostrazione di stoicismo, vengono immaginati gli ultimi giorni di vita di Goacchino Murat, impotente dinanzi all’unica possibilità che gli resta: l’accettazione del destino. Riflessioni sull’aut-aut tra nobiltà di spirito e nobiltà di sangue sono inoltre offerte dai suggestivi L’incidente di Teplitz e Le nevi dell’altro anno: nel primo caso attraverso un confronto tra il genio musicale di Beethoven e quello letterario di Goethe, e nel secondo attraverso una collazione tra i versi apollinei del duca-poeta Charles d’Orléans e quelli dionisiaci del brigante e poeta maledetto François Villon. Autentica epopea sul senso di colpa e sulla lenta e claustrale estinzione della speranza è infine la novella che dà il titolo alla raccolta e che, attraverso la drammatica vicenda di Maria D’Avalos e Fabrizio Carafa, trucidati per mano di Don Carlo Gesualdo da Venosa, si fa portatrice dei temi esistenziali del nulla e dell’attesa, del silenzio e dell’assenza, ma che, contestualmente, reca un messaggio su tutti: un messaggio sull’importanza dell’Arte.
Stefano Cortese
nasce a Napoli nel 1990. È laureato in Lettere Moderne. Esordisce ancora studente liceale, con la raccolta di racconti C’era una volta in Italia. Segue la silloge poetica Alla murena e al cielo di pioggia. Nel 2012 è insignito del Primo Premio, per la categoria Poesia, al concorso “Operazione San Gennaro Art”. Nel 2014 pubblica il romanzo storico La miglior compagnia. A questi, si aggiungono titoli in self publishing e il romanzo “Virgilio o la terra del tra-monto” per Milena Edizioni.
Andrea Jori è l'autore della bellissima copertina. Nasce a Mantova nel 1953. Grafico, pittore, saggista, scultore e ricercatore teatrale, ha lavorato nelle più importanti fonderie artistiche del nord Italia e ha realizzato opere d’arte monumentali per privati, Enti pubblici e religiosi. L’artista negli ultimi anni ha creato un nuovo ciclo di installazioni multimediali, costituite da forme tridimensionali polimateriche, collegate tra loro da trame sonore e poetiche e animate da movenze di danza contemporanea. Visitate il suo sito internet
AISLA è l'associazione a cui è dedicato il libro. Si muove attivamente, su tutto il territorio nazionale, a favore delle persone con SLA e delle loro famiglie. Sostiene la ricerca, la formazione, l'informazione e l'assistenza.
"Il Basilisco o della speranza" di Stefano Cortese è una raccolta di racconti e novelle, che racchiudono un arco temporale che va dal Medioevo francese ai primi anni del Novecento italiano, affiora una concezione del mondo e dell’uomo che, pagina dopo pagina, si scopre essere metastorica più che meramente storiografica. Se l’Italia rurale del post brigantaggio narrata ne La Sila diventa occasione di realismo magico, e se il tempo cronologico del racconto finisce per sfumare nel tempo mitico, non sorprende allora che gli altopiani montuosi che fanno da scenario alla vicenda siano quelli della cosiddetta Sila Greca, rappresentata non a caso come un portale mistico di unione e incontro con dèi e demoni. A fare da contraltare alla religiosità di pastori e carbonai calabri è invece il breve Il cetorino, in cui, in una pregnante e pragmatica dimostrazione di stoicismo, vengono immaginati gli ultimi giorni di vita di Goacchino Murat, impotente dinanzi all’unica possibilità che gli resta: l’accettazione del destino. Riflessioni sull’aut-aut tra nobiltà di spirito e nobiltà di sangue sono inoltre offerte dai suggestivi L’incidente di Teplitz e Le nevi dell’altro anno: nel primo caso attraverso un confronto tra il genio musicale di Beethoven e quello letterario di Goethe, e nel secondo attraverso una collazione tra i versi apollinei del duca-poeta Charles d’Orléans e quelli dionisiaci del brigante e poeta maledetto François Villon. Autentica epopea sul senso di colpa e sulla lenta e claustrale estinzione della speranza è infine la novella che dà il titolo alla raccolta e che, attraverso la drammatica vicenda di Maria D’Avalos e Fabrizio Carafa, trucidati per mano di Don Carlo Gesualdo da Venosa, si fa portatrice dei temi esistenziali del nulla e dell’attesa, del silenzio e dell’assenza, ma che, contestualmente, reca un messaggio su tutti: un messaggio sull’importanza dell’Arte.
Stefano Cortese
nasce a Napoli nel 1990. È laureato in Lettere Moderne. Esordisce ancora studente liceale, con la raccolta di racconti C’era una volta in Italia. Segue la silloge poetica Alla murena e al cielo di pioggia. Nel 2012 è insignito del Primo Premio, per la categoria Poesia, al concorso “Operazione San Gennaro Art”. Nel 2014 pubblica il romanzo storico La miglior compagnia. A questi, si aggiungono titoli in self publishing e il romanzo “Virgilio o la terra del tra-monto” per Milena Edizioni.
Andrea Jori è l'autore della bellissima copertina. Nasce a Mantova nel 1953. Grafico, pittore, saggista, scultore e ricercatore teatrale, ha lavorato nelle più importanti fonderie artistiche del nord Italia e ha realizzato opere d’arte monumentali per privati, Enti pubblici e religiosi. L’artista negli ultimi anni ha creato un nuovo ciclo di installazioni multimediali, costituite da forme tridimensionali polimateriche, collegate tra loro da trame sonore e poetiche e animate da movenze di danza contemporanea. Visitate il suo sito internet
AISLA è l'associazione a cui è dedicato il libro. Si muove attivamente, su tutto il territorio nazionale, a favore delle persone con SLA e delle loro famiglie. Sostiene la ricerca, la formazione, l'informazione e l'assistenza.
L'impegno quotidiano è quello di far sì che le strutture competenti si occupino in modo adeguato e qualificato delle persone affette da SLA.
L'associazione ha una storia lunga oltre trent'anni: nata nel 1983, ad oggi conta più di 2.000 soci e 63 Sezioni/Sedi territoriali presenti in 19 regioni. Si avvale di oltre 300 volontari e di 9 collaboratori. www.aisla.it
I titoli della collana per il sociale sono pubblicati, oltre per il loro valore letterario, anche per contribuire ad aiutare associazioni umanitarie o per la ricerca medica e scientifica, sensibilizzando il lettore su tali tematiche. Le associazioni possono acquistare copie a prezzo di costo (quello tipografico) e usarle per auto-finanziarsi rivendendole ai loro eventi. Molti autori inoltre devolvono i loro diritti a tali associazioni.
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