Avevano
lo sguardo impolverato di chi era scampato alla morte e fischi di
bombarde conficcati nelle orecchie. Avevano facce senza più
espressione e corpi mutilati, come la vittoria. Avevano ormai trincee
al posto delle vene e vite rimediate da due pezze al culo. Avevano il
niente che era restato. Un popolo di anime spaesate e di relitti
sopravvissuti ai compagni, le cui vedove potevano lavorare in regola
da qualche tenutaria, per poter sopravvivere anche loro nel sozzo di
una casa.
È
qui che ci porta Claudia Brigida Speggiorin, nel sozzo di una triste
pagina del nostro passato, a fare i conti con ciò su cui spesso i
libri di storia sorvolano. Dalle pagine de “Itre volti di Ecate”
emerge un ammirevole, minuzioso ed emozionante lavoro di ricerca
storica, poiché la trama di questo romanzo s’intreccia e si fonde
agli eventi che hanno caratterizzato l’Italia e l’Europa
nell’arco di tempo che va dal 1920 al 1932.
L’autrice
snocciola date, incrocia letteratura, storia, fatti noti e meno noti
creando la fotografia perfetta di un’epoca di cui sappiamo tutto o
quasi, ma di cui spesso si ignorano gli aspetti più importanti e
profondi ovvero le ripercussioni sugli uomini e sulle donne
dell’epoca. Un’epoca fatta di sacrifici, di dolore, di perdite,
di abbandono, di prigionia, di guerra, di povertà, di miseria, di
potere, di ribellione e di speranza. Tanta speranza, quella piccola
fiammella che brucia nel buio, che scalda il cuore quando il gelo
incombe, il miraggio che fa avanzare, passo dopo passo, in un deserto
fatto di miseria e disperazione. Ci porta al fronte fra soldati
buttati in trincea e mandati al macello in una battaglia che non
hanno scelto. Ci porta a combattere la lotta dei sopravvissuti,
dapprima compagni, poi nemici, poi forse ancora compagni dove la
miseria non conosce fazione e ideologia. Ma soprattutto, Claudia
Speggiorin, ci porta fra le strade ed entro le mura lontane dal
fronte, ma dove in egual misura si combatte una quotidianità privata
di tutto, dove il meretricio ha il sapore della salvezza. Una
salvezza amara, certo, ma meno amara di tutto il resto.
“I
tre volti di Ecate”
è la Storia nella Storia. Il racconto della vita di Adele, dalla sua
adolescenza fino alla morte. Una vita terribile, ma illuminata dalla
speranza che solo l'amore sa dare.
Chi
come me aveva già avuto la fortuna di leggere le poesie e le
pubblicazioni di Claudia Speggiorin, non poteva che avere aspettative
altissime su questo romanzo, poiché l'autrice è una Scrittrice con
la S maiuscola, una rarità nel panorama editoriale attuale, una
perla rara che non può che eccellere ed elevarsi su tutto il resto.
La Speggiorin è un'artista della parola scritta, sa dipingere con le
parole, incantarti con il suo stile poetico e disincantato al tempo
stesso. Sa trafiggere con la dolcezza, disarmare e raccontare anche
le cose più becere con una tale delicatezza da risultare
sconvolgente. Beh, posso dire che le mie alte aspettative sono state
superate alla grandissima. “Itre volti di Ecate”
di Claudia Speggiorin è un vero capolavoro letterario che non potete
perdervi.
La
Verità è come Dio, trova sempre chi lo sta cercando.
Bevi,
piccola mia, bevi. Quest’amore è tutto nostro e nessuno ce lo può
togliere. Questo amore è mio, è tuo, è di tuo padre. Quest’amore
è la Luce nell’ombra, colui che la vede non sarà mai cieco. Bevi,
piccola mia, bevi.
Tanti
anni per mettere a posto i frammenti di una vita e un solo istante
per confonderli tutti.
Cos’era
una settimana in una vita? Eppure, proprio quella settimana era
l’unica vita che lei avesse vissuto.
Una
goccia avvelenata inquina un ruscello incontaminato, ma una goccia
pura non purifica un lago inquinato. Tutela ciò che hai puro, il
cuore.
SINOSSI
1920. Al meretricio La Mariposa risiede una ragazza con il volto solcato da una cicatrice a forma di luna calante. Quello sfregio, unico marchio visibile di un abuso che tutti vogliono resti segreto, viene custodito dalla ragazza assieme al proprio vero nome, Adele, e all'amore per Filippo, un militare richiamato alle armi da Parigi e conosciuto durante una licenza. I clienti del meretricio la conoscono come Violetta, e tale resta fino a quando La Mariposa viene sconvolta per sempre da un omicidiosuicidio che rivela l'invidia e l'odio strisciante tra le pensionanti. Con l'aiuto del marchese Chiostri, un frequentatore del meretricio che la crede la reincarnazione di una profetessa di Ecate, Adele si lascia alle spalle l'Italia e diviene Antea, profetessa circense che, assieme alla trapezista Barbarelle, dà vita a un duo artistico che fa sognare Parigi. La precaria salute del padre la richiama però nell'Italia fascista, dove ha la possibilità di sistemare i conti con il passato. Tornata a Parigi, comincia a finanziare la propaganda antifascista e cerca di tornare alla vita del circo, ma il destino ha in serbo per lei un'altra svolta...
Dalla seconda/terza di copertina
Claudia Brigida Speggiorin è nata a Varese il 24 giugno 1975, dal 1996 lavora in un centro per il recupero delle tossicodipendenze e per la cura della malattia mentale, come responsabile delle attività riabilitative, di risocializzazione e di reinserimento sociale e lavorativo. Si occupa anche dei progetti culturali e della formazione. Ha già pubblicato Lacrime d'inchiostro su carta di riso. Piccolo libro sul destino (Leucotea) e una raccolta di racconti dal titolo MariaNeve e le altre voci nel desiderio (Eroscultura), ora non più in vendita. A gennaio 2019, con un piccolo collettivo d'autori, ha aperto il blog amatoriale "Il Paradiso di Caino" e il gruppo fb ad esso connesso.
Dalla quarta di copertina
Adele si voltò verso lo specchio incorniciato da un imponente telaio barocco. Pelle chiara e sottile, quasi lunare, trasparente come unostia. Labbra tinte di melograno, chiuse in un sigillo. Naso dritto e filiforme. Occhi perfetti, fondenti, allagati di nostalgia. Onde calde di cannella tra i capelli, sparpagliate sul seno abbottonato e una piccola cicatrice in fronte, come una falce di luna calante. Come una lettera, ma non scarlatta. Plumbea. Grigio fango. Color colpa per essere stata abusata. Color dodici anni rubati.