Se vi siete appassionati a "Scarpetta" e se ancora non lo avete fatto, è probabile che vi sia venuta voglia di avventurarvi nella lettura dei romanzi di Patricia Cornwell che hanno ispirato la serie TV e che hanno come protagonista Key Scarpetta, forse il medico legale più iconico e famoso della letteratura moderna.
"Ispirato" è tutto ciò che si può dire, poiché fra la serie TV e i libri le differenze abbondano e sono anche parecchio evidenti e sostanziali, del resto, portare la penna di Patricia Cornwell in TV non è semplice e chi come me ama i suoi libri è bene che guardi gli episodi senza pretenderne la fedeltà.
Detto ciò, posso dire che la serie TV non mi è dispiaciuta - nonostante tutto - eccetto gli ultimi secondi, che immagino siano stati ideati per lasciare gli spettatori con il fiato sospeso in attesa della nuova serie, ma dato che la nuova serie deve ancora essere prodotta, la cosa mi ha fatto storcere il naso parecchio.
La visione di "Scarpetta", però, mi ha fatto venire voglia di rituffarmi nelle vecchie storie di Key Scarpetta e così ho ripreso in mano "Oggetti di reato", il secondo volume della serie.
Inutile dire che amo la puntigliosa e dettagliata scrittura della Cornwell che riesce a decrivere minuziosamente ogni cosa senza annoiare e attraverso uno stile spesso ricercato e raffinato. Parlare di raffinatezza nel descrivere autopsie pare un'eresia, però è questo che la Cornwell riesce a fare: farti digerire scene anche truculente attraverso un linguiaggio che ti prende per mano e che ti abbraccia, come qualcuno che ti resta accanto mentre sei dal dentista. Poi, magari, ti può capitare di lasciarti talmente prendere che finisci per sognarti le autopsie anche di notte, ma questo è un altro paio di maniche e, soprattutto, è frutto della bravura dell'autrice, della sua attenzione quasi maniacale ai dettagli forensi e al realismo investigativo.
Con Oggetti di Reato, infatti, Patricia Cornwell conferma la sua straordinaria capacità di intrecciare indagine scientifica e tensione narrativa in un thriller che cattura il lettore fin dalle prime pagine.
Punto di forza del romanzo è sena dubbio la caratterizzazione della protagonista. Kay Scarpetta emerge come figura complessa, divisa tra il rigore professionale e le fragilità personali. Cornwell riesce a renderla profondamente umana, permettendo al lettore di empatizzare con i suoi dubbi e le sue determinazioni. Accanto a lei, i personaggi secondari contribuiscono ad arricchire la trama con dinamiche relazionali credibili e mai banali.
A differenza della serie TV, infatti, gli altri personaggi restano molto più defilati e in secondo piano. La priorità è riservata alle indagini.
Lo stile dell’autrice è asciutto ma incisivo: la precisione terminologica, tipica del medical thriller, non appesantisce la lettura ma rafforza il senso di autenticità. La suspense è costruita con sapienza, alternando momenti di introspezione a sequenze di forte tensione emotiva. Il ritmo rimane costante e ben calibrato, evitando sia eccessive lungaggini sia accelerazioni poco plausibili.
Oggetti di Reato è un romanzo consigliato agli appassionati di thriller investigativi che cercano una narrazione solida, documentata e ricca di colpi di scena. Patricia Cornwell dimostra ancora una volta come il genere possa essere non solo avvincente, ma anche intelligente e profondamente realistico.
Trama
Telefonate oscene. Minacce. Quella continua sensazione che ogni suo gesto sia maniacalmente osservato. Beryl Madison, scrittrice di successo residente a Richmond, vive da mesi nel terrore, sa che la sua vita è in pericolo. Eppure, apre la porta di casa al suo assassino. Poco dopo, nella stessa cittadina, viene ucciso un altro famoso scrittore. E i due cadaveri finiscono all’Istituto di medicina legale. Comincia così il difficile lavoro della dottoressa Kay Scarpetta: indagini di laboratorio che, poco a poco, si trasformano in un incubo spaventoso che coinvolge la sua stessa esistenza.
Valutazione: ★★★★☆

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