Avete mai visto Wall-E? Immagino di sì. Ritengo che sia il lungometraggio animato più bello e istruttivo che sia mai stato prodotto fino a oggi, quasi un distopico che, incantandoti, mette in guardia dal futuro in cui stiamo precipitando. Non come i cartoni animati attuali (lunghi e corti) che vogliono propinare insegnamenti così palesi e stucchevoli da rendersi ridicoli.
Vorrei tornare in un mondo senza social e con internet lento. Alla Smemoranda alta una spanna zeppa di dediche colorate, pensieri, cicche masticate e biglietti del cinema. Il primo social della storia!
Abolirei il registro elettronico (e sono una mamma!). Come si fa a responsabilizzare i ragazzi senza dare loro nessuna responsabilità?
Vorrei un mondo più lento, non dico con carta e penna, ma non sarebbe male. Un mondo a misura d'uomo, donna, ragazzi e bambini. Dove la tecnologia aiuta davvero e non è solo una scusa per velocizzare i tempi e lavorare di più.
Un mondo che segue i ritmi della terra e delle stagioni.
Un mondo che sa sfruttare la tecnologia davvero a beneficio delle persone e non solo come una moderna forma di schiavitù, perché è quello che siamo: schiavi del lavoro, delle aspettative, del consumismo, del tempo che manca sempre, eppure, se ci voltiamo indietro, ci rendiamo conto che i nostri nonni e genitori si accontentavano di molto meno e forse erano infelici quanto noi. Forse addirittura meno, e allora perché correre? Tanto tutti finiremo lì, prima o poi.
Sono giunta alla conclusione che la specie umana trovi sempre nuovi modi per essere infelice e che abbia la spietata qualità di riuscire a farsi ritorcere contro ogni scoperta in grado di migliorare il tenore di vita.
Certo, una volta la vita era molto più dura, soprattutto dal punto di vista fisico, ma con le tecnologie e le conoscenze attuali dovremmo essere in grado di goderci il nostro tempo libero, e invece no, ne abbiamo molto meno dei nostri genitori e questo è assurdo! È un vero paradosso. Pensiamo alle vacanze al mare che duravano mesi. Ora giusto un paio di settimane, se va bene.
Forse la sfida più grande non è inventare nuove tecnologie, ma imparare a usarle senza permettere che siano loro a usare noi.

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