Niente e così sia di Oriana Fallaci è un libro doloroso, lucidissimo e drammaticamente attuale. Un reportage di guerra che, a distanza di decenni, continua a parlare con una forza impressionante al presente che stiamo vivendo, fatto di conflitti sempre più vicini, di escalation continue e di una violenza che sembra non conoscere fine.
È uno di quei libri che non invecchiano, perché purtroppo non invecchia ciò che raccontano.
Tu che non sai come la vita sia molto di più del tempo che passa fra il momento in cui si nasce e il momento in cui si muore, su questo pianeta dove gli uomini fanno miracoli per salvare un moribondo e le creature sane le ammazzano a cento, mille, un milione per volta.
Pubblicato nel 1969, Niente e così sia nasce dall’esperienza diretta di Oriana Fallaci come inviata di guerra durante il conflitto in Vietnam. Ma non è un semplice resoconto giornalistico: è una riflessione profonda, amara e spesso disperata sulla guerra, sull’uomo e sulla violenza.
Fallaci racconta ciò che vede, ciò che sente e ciò che pensa, senza filtri né indulgenze, così com'è nel suo stile inconfondibile: viscerale, crudo e poetico al contempo. Spiazzante.
Non cerca eroi, non offre soluzioni, non consola il lettore. Mai.
Credere negli esseri umani, battersi per loro, perché? Vantarsi d'essere nato fra loro anziché fra gli alberi o i pesci o le iene, perché? E non dirmi che il giudizio di un giornalista è distorto da avvenimenti eccezionali, non si basa mai sulla normalità quotidiana. Il destino del mondo dipende infatti dalla normalità quotidiana o dagli avvenimenti eccezionali di cui si occupa un giornalista? La storia la fanno i buoni che passano inosservati o i cattivi che si distinguono pei loro crimini legalizzati dalle bandiere? La fanno i bulldozer che costruiscon le strade o i carri armati che le distruggono? Io sostengo che la fanno i carri armati perché non ho mai saputo di un buono che cambiò la faccia della terra. La cambiò forse Cristo? La cambiò forse Budda? Sostieni di sì? Allora spiegami il Vietnam, il Biafra, il Medio Oriente, la Cecoslovacchia, Shiran Shiran, i contestatori borghesi. Spiegami, convincimi, e mi vanterò d'esser nata fra gli uomini anziché fra gli alberi o i pesci o le iene.
Un libro attuale nel contesto storico che viviamo
Fallaci non cerca giustificazioni rassicuranti. La sua conclusione – implicita ma costante – è terribile nella sua semplicità: l’uomo è violento per natura.
... e nessuno mi ha ancora spiegato perché uccidere per rapina è peccato, mentre uccidere perché hai un'uniforme è glorioso.
Lo stile di Oriana Fallaci è unico e inconfondibile e Niente e così sia rispecchia la spietata penna di Oriana. Il suo cuore, la sua passione nel mettere sua carta tutti gli orrori che ha visto e vissuto senza tacerne nemmeno uno. Buttandosi nella mischia, infilandosi in trincea per mostrare al mondo l'orrore di una guerra che le rappresenta tutte.
Fallaci alterna cronaca, dialoghi, riflessione personale e invettiva morale. Scrive con rabbia, dolore e lucidità, senza mai addolcire la realtà. È una scrittura che ferisce, ma proprio per questo è necessaria.
Se capisci chi parla perché non riesce a sopportare il dolore del corpo, devi capire anche chi parla perché non riesce a sopportare il dolore dell'anima.
Niente e così sia non è un libro che consola e nemmeno offre speranza.
È un libro essenziale e doloroso, che andrebbe letto oggi più che mai. Una testimonianza che non cerca di spiegare la guerra, ma di mostrarla per ciò che è.
Ma ecco cosa ho imparato in questa guerra, in questo paese, in questa città: ad amare il miracolo di essere nata.
⭐ Voto finale: 5/5
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