Recensione: "Il Viaggio dei Ricordi" di Giampiero Paladini


Il Viaggio dei Ricordi
di Giampiero Paladini

«… E' bello condividere con qualcuno ciò che si sente, ma è necessario vivere quelle stesse parole da soli … perché è soli che si comprende se stessi, soli, senza neanche il respiro del vento a distrarci … soli con le palpebre chiuse e gli occhi rivoli all’interno, a guardare quel che succede, a volte divertiti, a volte terrorizzati, alle volte innamorati … Approvando o disapprovando … sorridendo o piangendo … ma siamo noi, e siamo vivi … e dopo aver visto ed acquisito conoscenza, ecco che inizia la condivisione; prendere la mano, stringerla ed intrecciare le dita con quella di un nuovo compagno di viaggio … spiccare il volo da una cascata per poi riposare su nuvole d’acqua … milioni di piccole gocce a ristorare la fine di un viaggio, non alla ricerca … ma di un viaggio … succede, non sempre ma a volte succede … » 
(Tratto da "Il Viaggio dei Ricordi" di Giampiero Paladini)


Nel silenzio di una Roma ancora addormentata, con la sola compagnia di un quaderno e di una macchina fotografica, con la quale immortalare ogni momento per paura di dimenticare, Andrea, trentenne studente fuoricorso, parte per un viaggio in apparenza senza meta, ma che in realtà ripercorre i luoghi cruciali di un passato felice, alla ricerca di risposte senza le quali un futuro non sarebbe possibile, perché per andare avanti bisogna riappacificarsi con i fantasmi del passato.
La sua esigenza di comprendere se stesso e il suo passato, però, lo spinge in braccio al futuro, perché ogni strada che si percorre porta a nuovi incontri che mutano il corso degli eventi e plasmano la nostra anima cambiandoci irreversibilmente.
Forse è proprio il richiamo stesso del destino a chiamarlo, a spingerlo a partire all’improvviso, a dare un passaggio ad una sconosciuta, a dare rifugio ad un cane abbandonato, ad accettare il soccorso di un passante e a ritrovare un vecchio amico.
La fine del viaggio sancirà l'inizio di una consapevolezza nuova, la consapevolezza che solo le esperienze vissute sulla pelle riescono a dare, e Andrea sarà a quel punto pronto per accogliere il futuro. Questo libro ci ricorda che ogni esperienza lasciata non è necessariamente persa, magari è solo rimandata. Il destino è imprevedibile e bizzarro.
Tra prosa  e poesia, minuziose descrizioni e riflessioni, questo libro ci accompagna nel viaggio di Andrea attraverso l’Italia e, soprattutto, dentro se stesso.


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