Recensione: "Laguna" di Marina Magnino


Laguna
di Marina Magnino
Attraverso "Laguna" di Marina Magnino, edito da Abel Books, si viene catapultati in un'epoca lontana fatta di soprusi e di violenze: l'epoca delle invasioni barbariche.
Il linguaggio erudito, utilizzato dall'autrice, e le descrizioni minuziose ed accurate fanno esplodere nella mente i luoghi tanto affascinanti, quanto pericolosi della laguna.
Si naviga prudenti, attraverso le sue acque silenti, al riparo dai barbari ma non dagli spietati e vendicativi abitanti della laguna.
Non c'è riparo per i protagonisti, non c'è protezione perché non c'è più legge.
Con "Laguna" di Marina Magnino si viene immersi in un mondo liquido, trasformato continuamente dalle maree e dai capricci della natura. Un labirinto di acquitrini, barene, dove le nebbie salgono con la stessa rapidità con cui improvvisamente spariscono.
Ma se la malvagità degli uomini è stata la causa della distruzione della civiltà, allo stesso modo la caparbietà, l'intraprendenza, la speranza e la profonda conoscenza della laguna, spingeranno un piccolo gruppo di sopravvissuti ad unire le proprie forze per costruire insieme un futuro migliore.


LAGUNA di Marina Magnino
Abel Books edizioni
ISBN: 9788897513858

Commenti

  1. Mi perdo nella palude, avvolto dalla nebbia. Abbandonata la radura, dove il villico trebbia, la vita faticosa e sempre dura, la vita che chiede e che sempre delude, vago tra questa bruma e poi nel nulla, passo sull'onda morta venendo dalla duna, solida della piana, dove il villano la sementa mesce, e passo qual cammello per la cuna uscendo matto dove più pazzo è il pesce, dove l'oblio e il nulla si raduna: dove il deserto appare una laguna...

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