Recensione: "Cafonal natalizio" di Ester Nobile

"... Credevo in buona sostanza che sarei stata amata dagli altri in base a quello che sarei riuscita ad ottenere, che la mia vita avrebbe avuto più importanza insomma, più senso. Scordandomi nel frattempo che io una vita ce l'avevo comunque, successo o non successo, e trascinandomela addosso indifferentemente. Limitandomi ad esistere ..."
(da "Cafonal natalizio" di Ester Nobile)


La protagonista di "Cafonal natalizio", Alessandra, resa biliosa e inacidita da un'esistenza fatta di avversità, occasioni perdute e mancate, e condizionata negativamente dalle scelte dei suoi genitori, anziché sfruttare al meglio la propria spiccata intelligenza e la propria cultura per cercare di emergere dalla piatta mediocrità in cui si sente imprigionata, si limita a starsene sul suo piedistallo fatto di belle parole ma privo di fatti, concentrando il suo astio sulla cugina Vicky, colpevole di essere l'incarnazione di tutto ciò che Alessandra odia nella società: velleità, superficialità e, nonostante la palese ignoranza, potere e posto di lavoro fisso e prestigioso non certo guadagnato per meritocrazia. Ma le due donne, in apparenza opposte, hanno in realtà qualcosa in comune che farà assumere alla vendetta escogitata da Alessandra un sapore del tutto diverso e inaspettato.


"Cafonal natalizio" di Ester Nobile è una rappresentazione scorrevole e ben scritta dei nostri tempi, in cui, rosi dall'invidia più accecante, ci si lamenta continuamente per ciò che manca invece di sfruttare al meglio ciò che si ha e impegnarsi per realizzare i propri sogni ... o almeno provarci.
E' il ritratto di una società malata di superficialità e pigrizia, che bistratta la meritocrazia e il buon senso e che osanna l'apparenza a discapito della sostanza. Una società che per inerzia prosegue la propria rovinosa caduta, e in cui ogni protagonista è imprigionato nel proprio ruolo e schiavo dell'altrui pensiero, ma nonostante l'infelicità dilagante non fa nulla per cambiare le cose e per opporsi a un sistema che calpesta i propri ideali temendo l'inevitabile giudizio altrui.
Per il titolo la scrittrice si è ispirata alla rubrica "Cafonal" del sito Dagospia che raccoglie le foto più ridicole e terrificati della Roma Bene, e per enfatizzare i concetti espressi nel libro lo ha associato al cenone di Natale, ovvero il festival della superficialità: l'evento spesso tragicomico, tanto amato quanto odiato, che raduna attorno a un tavolo tutti i componenti della famiglia, dando vita a vere e proprie sceneggiate in cui la finzione e l'opportunismo hanno la meglio sulla sincerità e sulla lealtà verso gli altri, ma soprattutto verso se stessi.


"...Non mi ero mai sforzata a trovare una terza via tra quello che mi avevano insegnato i miei genitori e quello che la vita aveva poi contraddetto ... Né mi ero mai spesa nella vita pratica per cercare di rendere concreti quegli ideali il cui continuo tradimento mi aveva rovinato la vita. Avevo così buttato tanti anni relegata tra le mura di casa mia, solo con il ditino puntato per l'invidia più nera ..."
(da "Cafonal Natalizio" di Ester Nobile)

Sinossi di "Cafonal natalizio"

Biografia dell'autrice Ester Nobile

Narrativa
Pagine: 95
Acquistabile sul sito dell'editore www.edizioniesordienti.com e nelle librerie on-line
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