mercoledì 10 giugno 2026

Recensione di Qui siamo tutti colpevoli di Karin Slaughter



Con Karin Slaughter parto sempre con aspettative altissime. È una di quelle autrici che ha saputo conquistarmi grazie a trame serrate, personaggi intensi e colpi di scena capaci di ribaltare completamente la prospettiva del lettore. E anche in Qui siamo tutti colpevoli ritroviamo senza dubbio la sua abilità nel costruire tensione e nel disseminare indizi con grande mestiere.

Questa volta, però, qualcosa non mi ha coinvolta come in altri suoi romanzi.

Il libro resta assolutamente una lettura valida: la scrittura è efficace, l’atmosfera cupa funziona e la componente investigativa tiene viva la curiosità fino alla fine. Tuttavia ho percepito il ritmo più lento del solito, a tratti persino pesante, con capitoli troppo lunghi, e ho fatto più fatica a sentirmi completamente trascinata nella storia. Forse il problema è proprio questo: quando un’autrice ci abitua a livelli altissimi, ogni minima flessione si nota immediatamente.

Il punto che mi ha lasciata più perplessa riguarda però la scelta del colpevole. Senza entrare nei dettagli — e senza fare spoiler — diciamo che personalmente non amo questo genere di scelte. È una soluzione che mi lascia sempre una sensazione di “gioco truccato” e infatti infrange una delle regole del giallo classico.

Ho annusato su quel personaggio l'odore del colpevole più di una volta, in realtà. La Slaughter gli indizi li semina eccome, ma mi sono sempre chiesta: "Ma davvero è lui? No, dai, non può essere." E invece era proprio lui.

Anche il titolo, a mio parere, rivela forse un po’ troppo del cuore del romanzo, togliendo parte dell’ambiguità che avrei preferito scoprire pagina dopo pagina.

In conclusione, Qui siamo tutti colpevoli resta un thriller ben costruito e sicuramente superiore a molti titoli del genere oggi in circolazione. Però, se penso ai romanzi migliori di Karin Slaughter, questo non è quello che mi resterà più impresso. Una buona lettura, sì, ma da un’autrice come lei continuo ad aspettarmi quell’intensità capace di tenermi sveglia fino a notte fonda.

Nessun commento:

Posta un commento

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...

Ad sense