giovedì 23 aprile 2026

Recensione di Mr. Mercedes di Stephen King

Copertina Mr. Mercedes di Stephen King


C’è sempre un certo peso, un’aspettativa crepitante, quando si apre un nuovo romanzo di Stephen King. Non è soltanto la curiosità per la storia, ma la promessa di essere trascinati in un vortice narrativo capace di catturare, inquietare e, spesso, lasciare il segno. Mr. Mercedes, però, non è riuscito a mantenere del tutto questo impegno, per lo meno, non con me.

Forse il problema sta proprio nelle aspettative altissime. King è un mostro sacro, un maestro nel costruire tensione, nel creare personaggi memorabili e atmosfere che restano addosso. Qui, invece, ho avuto la sensazione di trovarmi davanti a qualcosa di diverso: un romanzo solido, ben scritto, ma meno coinvolgente rispetto ai suoi lavori più iconici.

Il passaggio al genere giallo/thriller è interessante e, in un certo senso, coraggioso. King abbandona (quasi del tutto) il soprannaturale per immergersi in una narrazione più realistica, incentrata sul confronto tra detective e assassino. Tuttavia, proprio questa scelta sembra limitarlo. Il giallo, per sua natura, impone strutture e ritmi più rigidi, e qui dà l’impressione di contenere — anziché esaltare — la sua voce narrativa. I personaggi sono funzionali alla storia come prevede il più canonico dei gialli, ma da King mi sarei aspettata una profondità psicologica maggiore.

Il risultato è un romanzo che appare quasi come un esperimento: un’esplorazione di un nuovo territorio letterario per capire fin dove spingersi. E in questo senso Mr. Mercedes funziona. La trama è ben costruita, i personaggi credibili, e la tensione non manca del tutto. Ma manca quel senso di immersione totale, quella forza magnetica che caratterizza i grandi King.

Non è un brutto libro, anzi: è un buon giallo, leggibile e ben congegnato. Ma se lo si confronta con i vertici della produzione di King, sembra rimanere un passo indietro. Più che un’opera memorabile, appare come una tappa di passaggio: interessante, ma non imprescindibile.

In definitiva, Mr. Mercedes è un romanzo che vale la lettura, soprattutto per chi ama vedere un autore mettersi alla prova fuori dalla propria zona di comfort. Ma a chi cerca il King più potente e trascinante, quello capace di tenere incollati fino all’ultima pagina, potrebbe lasciare un leggero senso di incompiuto.

★★★☆☆


Libro 1 

 
All'alba di un giorno qualsiasi, davanti alla fiera del lavoro al City Center, centinaia di persone sono in attesa nella speranza di trovare un impiego. Invece, emergendo all'improvviso dalla nebbia, piomba su di loro una Mercedes grigia, che spazza via decine di uomini e donne per poi sparire con il killer alla guida. Un anno dopo William Hodges, un poliziotto da poco in pensione, riceve il beffardo messaggio di Mr Mercedes, che lo sfida a trovarlo prima che compia la prossima strage. Inizia così un'incalzante caccia all'uomo, e il vecchio Hodges potrà contare solo sulla sua esperienza e su una coppia di improbabili aiutanti per fermare il sadico nemico. Premiato con l'Edgar Award come miglior romanzo, Mr Mercedes ha ispirato l'omonima serie tv con Brendan Gleeson.








Libro 2
Il genio è John Rothstein, scrittore osannato dalla critica e amato dal pubblico - reso immortale dal suo personaggio feticcio Jimmy Gold - che però non pubblica più da vent'anni. L'uomo che lo apostrofa è Morris Bellamy, il suo fan più accanito, piombato a casa sua nel cuore della notte, furibondo non solo perché Rothstein ha smesso di scrivere, ma perché ha fatto finire malissimo il suo adorato Jimmy. Bellamy è venuto a rapinarlo, ma soprattutto a vendicarsi. E così, una volta estorta la combinazione della cassaforte al vecchio autore, si libera di lui facendogli saltare l'illustre cervello. Non sa ancora che oltre ai soldi (tantissimi soldi), John Rothstein nasconde un tesoro ben più prezioso: decine di taccuini con gli appunti per un nuovo romanzo. E non sa che passeranno trent'anni prima che possa recuperarli. A quel punto, però, dovrà fare i conti con Bill Hodges, il detective in pensione eroe melanconico di "Mr. Mercedes", e i suoi inseparabili aiutanti Holly Gibney e Jerome Robinson. Come in "Misery non deve morire", King mette in scena l'ossessione di un lettore per il suo scrittore, un'ossessione spinta fino al limite della follia e raccontata con ritmo serratissimo. "Chi perde paga" è il secondo romanzo della trilogia iniziata con "Mr. Mercedes", nel quale l'autore tocca un tema a lui caro, quello del potere della letteratura sulla vita di ogni giorno, nel bene e nel male. 



Libro 3
In un gelido lunedì di gennaio, Bill Hodges si è alzato presto per andare dal medico. Il dolore lo assilla da un po' e ha deciso di sapere da dove viene. Ma evidentemente non è ancora arrivato il momento: mentre aspetta pazientemente il suo turno, infatti, Bill riceve la telefonata di un vecchio collega che chiede il suo aiuto, e quello della socia Holly Gibney. Ha pensato a loro perché l'apparente caso di omicidio-suicidio che si è trovato per le mani ha qualcosa di sconvolgente: le due vittime sono Martine Stover e sua madre. Martine era rimasta completamente paralizzata nel massacro della Mercedes del 2009. Il killer, Brady Hartsfield, sembra voler finire il lavoro iniziato sette anni prima dalla camera 217 dell'ospedale dove tutti pensavano che sopravvivesse in stato vegetativo. Mentre invece la diabolica mente dell'Assassino della Mercedes non solo è vigile, ma ha acquisito poteri inimmaginabili, tanto distruttivi da mettere in pericolo l'intera città. Ancora una volta, Bill Hodges e Holly Gibney devono trovare un modo per fermare il mostro dotato di forza sovrannaturale. E a Hodges non basteranno l'intelligenza e il cuore. In gioco, c'è la sua anima. Dopo «Mr. Mercedes» e «Chi perde paga», King ha scritto il capitolo conclusivo della sua trilogia poliziesca, nella quale l'autore, come ci ha ormai abituato, combina il suo senso della suspense con uno sguardo lucidissimo sulla fragilità umana. Dalla trilogia di Bill Hodges sarà tratta una miniserie TV diretta da Jack Bender.

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